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Dalle Tradizioni Popolari alla Grande Guerra Attraverso i Musei della Carnia

Dalle Tradizioni Popolari alla Grande Guerra Attraverso i Musei della Carnia

La Mappa dei Musei della Carnia

Per chi si prepara ad una vacanza negli Alberghi Diffusi della Montagna Fiulana, in particolare in quelli della Carnia, piccole regione montana nel nord-est del Friuli, questo articolo potrebbe essere un importante aiuto per conoscere da vicino questo territorio attraverso la visita di alcuni tra i più caratteristici musei locali.
Nel 1998 è stato avviato in Carnia il progetto della Rete Museale “Carnia Musei” con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale del territorio attraverso la promozione congiunta delle singole realtà locali.

La Carnia durante la Grande Guerra (Timau)

Il Museo testimonia le drammatiche vicende che videro la Carnia fronte della prima guerra mondiale, Attraverso numerosi reperti bellici italo-austriaci, migliaia di documenti inediti di straordinario valore storico, fotografie e armamenti. Fra gli altri, si ricordando alcuni interessanti pezzi che si possono ammirare nelle sale del museo: un cannone “Skoda” del 1915, grossi proiettili di artiglieria, una palla di cannone abbandonata dall’esercito napoleonico, ogive, bombarde, ricche raccolte di decorazioni, monete, lettere e cartoline d’epoca. In due sale sono esposti i cimeli delle portatrici carniche che, volontarie adibite ai rifornimenti, rappresentavano un indispensabile supporto per chi combatteva sul fronte.
Nel museo sono inoltre esposti i costumi e gli attrezzi di uso comune della popolazione di Timau, isola linguistica di parlata tedesca risalente al XII secolo. Sulle montagne che sovrastano Timau è inoltre possibile eseguire visite guidate ai luoghi dei combattimenti ed alle posizioni belliche italiane ed austriache, queste ultime recentemente ripristinate a costituire un museo all’aperto. Tali siti sono altresì documentati mediante alcuni video in visione presso la mostra.
Da visitare anche il Tempio Ossario che racchiude i resti dei caduti sul fronte dell’alta valle del But

Info e orari: Il museo è attualmente sottoposto a lavori di ristrutturazione ed ampliamento dei locali. Dal prossimo mese di giugno sarà aperto con un nuovo percorso espositivo.
Per informazioni tel.0433/779168 – 779292
Ingresso gratuito

Presepio di Teno (Sutrio)

Il Presepio di Teno è uno straordinario esempio di artigianato ligneo applicato alla Sacra Rappresentazione della Natività. Si tratta del frutto del paziente lavoro del maestro artigiano Gaudenzio Straulino, soprannominato “Teno”, nato nel 1905 e scomparso nel 1988, che vi ha lavorato per oltre trent’anni. Stupefacente nelle dimensioni e nella ricchezza di ambientazioni e personaggi, il Presepio ha la particolarità di inserire la Sacra Rappresentazione nel paese di Sutrio, creando un originale connubio tra gli elementi del Presepio classico – la Sacra Famiglia, i Re Magi, il paesaggio della Palestina dei tempi di Gesù – e le scene di vita e lavoro popolare degli abitanti del borgo alpino, con le sue caratteristiche case ad archi risalenti al Sei-Settecento.
L’allestimento, visitabile tutto l’anno, riproduce in miniatura gli usi e i costumi tradizionali del paese, che si animano grazie a una serie di perfetti ingranaggi meccanici, offrendo al visitatore una rappresentazione, evocativa nella sua suggestione, dei mestieri tradizionali: la fienagione in montagna, il trasporto del fieno a valle con gerle e slitte, la filatura, la tessitura, il mulino per macinare il grano e la segheria. Vengono illustrate anche le usanze locali, come il trasporto del corredo nuziale nella nuova casa della sposa e la festa dei coscritti.
Info e Orari: per informazioni tel. 0433/ 776742 oppure tel. 0433/778921. Visitabile dal martedì al sabato 9.00-13.00 / 14.00-18.00.

Ingresso euro 2,00

La Farie di Checo


La Fàrie di Checo è un opificio di remotissima erezione: il primo documento che ne testimonia l’esistenza risale infatti al 1426. Il nome con cui è conosciuta, “Checo”, si riferisce al penultimo proprietario, Francesco Dassi, che l’ha rilevata nel 1902. Oltre a lui vi lavorarono il figlio ed il nipote, Candido Silverio, ultimo proprietario. Nel 1966, a causa di un’alluvione che rese impossibile l’erogazione dell’acqua, l’officina divenne definitivamente inservibile. Venne quindi ceduta alla Comunità montana della Carnia, che si occupò della sua ristrutturazione. Oggi la Fàrie di Checo è una pregevole testimonianza storico-etnografica a disposizione di turisti e scolaresche.
Anche oggi, come una volta, i meccanismi della Fàrie vengono azionati dall’energia idraulica, cioè dalla forza dell’acqua che scorre nella roggia esterna addossata all’edificio: l’acqua, attraverso scivoli apribili dall’interno, piomba all’occorrenza sulle pale delle ruote motrici conferendo movimento agli alberi motori collegati agli attrezzi da lavoro ancora esistenti e perfetta mente funzionanti: il mantice, il battiferro, la mola.

Info e Orari: Apertura su richiesta, per informazioni contattare tel.0433/778768.

Torre Moscarda (Paluzza)

La Torre Moscarda si trova in località “Enfretors” che in friulano significa “tra le torri”; l’antico toponimo testimonia la presenza secolare di questo baluardo difensivo, così come della sua gemella, che si trovava sulla sponda opposta del fiume ed è stata demolita nel 1836. Questa antica torre faceva parte di un notevole sistema difensivo – doganale, il Castrum Moscardum, eretto a metà del 1200 dal Patriarca Gregorio di Montelongo sul colle che già dall’epoca romana ospitava l’omonimo Castello, ove oggi sorge la Chiesa di San Daniele. La funzione di controllo e dogana della torre è resa evidente dalla sua posizione strategica: la via del Monte Croce era infatti un passaggio importante per i traffici commerciali transalpini.
Oggi la torre recentemente restaurata è adibita a sede espositiva: ospita, infatti, mostre temporanee di svariata tipologia.

Info e Orari: Chiusa nel periodo invernale. Per informazioni contattare il comune di Paluzza tel.0433/775143.

Galleria d’Arte Moderna “E.De Cillia” (Treppo Carnico)

La Galleria d’Arte Moderna “Enrico De Cillia” nasce nel 1975 con la donazione al paese natale da parte del pittore e collezionista Enrico De Cillia di un primo nucleo di 50 tele ad olio, opera dei più noti esponenti dell’arte moderna del Friuli Venezia Giulia: Altieri, Anzil, Bierti, Borta, Bront, Canci, Magnano, Celiberti, Ciussi, Coceani, Colò, Cussigh, Davanzo, Filipponi, Marra, Merlo, Pellis, Pittino, Saccomani, Sopracasa, Supan, Tavagnacco, Tubaro, Ursella, Variola, Zigaina ed altri ancora.
Successivamente nuove opere hanno arricchito la raccolta, principalmente olii, disegni, stampe e sculture; importanti documenti relativi all’arte nazionale ed estera contribuiscono oggi a rendere la pinacoteca un percorso espositivo d’alto livello.
La raccolta, corredata da esaurienti schede che illustrano la specificità espressiva dei vari autori, nonché da oltre 1300 libri d’arte come supporto bibliografico, è ospitata all’interno del Palazzo della Biblioteca e si è via via consolidata con gli apporti di artisti e privati. Seconda in Provincia in quanto a importanza solo a quella del capoluogo, la Galleria d’Arte Moderna “De Cillia”, che ospita spesso anche mostre temporanee d’arte o di fotografia, rappresenta per chiunque una valida opportunità per una visita.
Info e Orari: orario Invernale dal 30 settembre al 31 maggio: Aperta sabato 15.00 – 18.00 e domenica 9.00-12.00 e 15.00-18.00.
orario periodo pasquale: sabato 11 aprile 15.00-18.00, domenica di Pasqua e lunedì dell’Angelo 9.00-12.00/ 15.00-18.00.

Biglietti Intero euro 3,60; ridotto e scolaresche euro 1,60.

La Mozartina (Paularo)

La settecentesca casa Scala ospita una particolare raccolta di strumenti musicali a tastiera che in sintesi rappresenta la storia dell’organo, del clavicembalo e del pianoforte. Collocati su tre piani, gli strumenti non sono esposti nelle sale secondo i criteri tradizionali utilizzati nelle esposizioni museali, ma fanno parte dell’arredo di una casa signorile e agiata di musicisti benestanti del periodo barocco e romantico.
Attraverso strumenti, mobili quadri, suppellettili ed altri oggetti della vita quotidiana i visitatori avvertono la presenza quasi viva dei musicisti ai quali la casa è dedicata. E certamente Mozart, il “primus inter pares” (da cui La Mozartina), sembra che faccia capolino in ogni sala.
Accanto agli strumenti a tastiera sulle pareti figurano strumenti ad arco, a pizzico e a plettro. E tutti hanno una storia da raccontare. Alcuni di questi, come l’organo Testa del 1650, hanno la caratteristica dell’unicità. La raccolta è arricchita da manoscritti settecenteschi di musiche inedite di importanti autori stranieri. Così pure nelle librerie figurano pregiate edizioni antiche di teologia, filosofia e storia.
La raccolta offre una panoramica timbrica della storia di questi strumenti, in quanto la maggior parte di essi, fatta eccezione per alcuni strumenti in restauro, sono perfettamente agibili.

Info e Orari: apertura su richiesta per informazioni contattare tel.0433/70162

Civico Museo Archeologico (Zuglio)

Il Civico Museo Archeologico offre una sistemazione definitiva ai numerosi reperti provenienti dalle indagini finora effettuate a Zuglio, piccolo centro della Carnia sorto in corrispondenza della città romana di Iulium Carnicum. Il materiale era precedentemente conservato presso un antiquarium locale che, come risulta da una serie di documenti manoscritti, esisteva già agli inizi dell’Ottocento, epoca in cui ebberi luogo i primi scavi regolari.
Il percorso del Museo, articolato in sette sale disposte su due piani, si propone di dare al visitatore una panoramica dello stato attuale della ricerca archeologica in Carnia, con particolare riguardo ai resti di Iulium Carnicum, la città più settentrionale d’Italia che si trovava in prossimità di una delle grandi arterie stradali di collegamento fra Aquileia e Concordia e la provincia del Norico. Una serie di pannelli illustrativi ed alcune cartine di distribuzione dei siti archeologici accompagnano i reperti che da diverse località della Carnia sono confluiti nella raccolta civica. Si tratta di materiale di notevole interesse, riferito ad un ampio arco cronologico compreso tra l’età preistorica e quella altomedievale.
Nelle vicinanze del Museo è possibile visitare gli scavi dell’antico Iulium Carnicum, costituiti dal Foro, centro politico, economico e religioso, e da altri edifici a destinazione pubblica. L’intero edificio forese fu portato alla luce tra il 1937 e il 1938 in occasione del Bimillenario augusteo.

Info e Orari: orario Invernale gennaio e febbraio: venerdi, sabato e domenica 9.00-12.00 / 15.00-18.00
dal 1 marzo al 31 maggio: Venerdì e Sabato 9.00 – 12.00 / 15.00 -18.00. Apertura su prenotazione anche in altre giornate per gruppi e scolaresche con un preavviso di almeno 15 gg.
Apertura domenicale solo il 24 maggio dalle ore 9.00 alle 18.00 in occasione della Festività dell’Ascensione – Rito del “Bacio delle Croci”; visite guidate gratuite alle ore 15.00 e alle 16.00

Biglietti Intero euro 2,60 ridotto e scolaresche euro 1,60.
Visite guidate a pagamento: per gruppi fino a 15 persone euro 15,60; altrimenti euro 31,00.

Polse di Cougnes – Giardino dei Semplici (Zuglio)

Il Giardino dei Semplici, che comprende circa 1200 piante perlopiù autoctone, è un orto botanico tematico sorto nel 1996 all’interno della Polse di Cougnes, centro ecumenico di accoglienza, spiritualità, cultura e ambiente.
Situato a circa 750 m di altitudine presso l’antica Pieve di S. Pietro, si estende su quattro terrazze: la prima ospita le piante alimentari e quelle velenose; nella seconda e nella terza terrazza sono sistemate le piante che tradizionalmente curano i disturbi dei vari apparati umani, oltre a diverse piante utilizzate per amari-digestivi e liquori in genere; nell’ultima terrazza sono collocate alcune famiglie botaniche che comprendono specie diffuse in Carnia e nel territorio limitrofo.
Annesso all’orto botanico c’è un locale adibito a laboratorio ben attrezzato per esercitazioni didattiche destinate a studenti e visitatori, con una buona dotazione di apparecchiature e materiali d’uso, con un erbario e una collezione di droghe vegetali. Vi si possono eseguire dimostrazioni pratiche sulla raccolta, la conservazione e l’utilizzazione delle piante medicinali.

Info & Orari: aperta dal 15 maggio al 15 settembre con orario 10.00-18.00. Chiuso il lunedì.Per info tel. 0433/92296. La prenotazione di visite guidate al Giardino dei Semplici va fatta 15 giorni prima.

Mulin dal flec, o dal Ros (Illegio)

Il Mulin dal Flec è un secentesco mulino ad acqua ancora funzionante. L’edificio originariamente era a pianta rettangolare del tutto simile al mulino situato nelle vicinanze (mulin dal Gjeneral). Faceva parte di un complesso di edifici isolati da due rami del canale, di cui oggi resta solo il mulino. Prima della demolizione dell’insieme venne rinvenuta la data “1670” sul capitello destro dell’arco d’entrata nel sottoportico, probabilmente riferita alla costruzione del mulino.
La visita al mulino permette di comprendere come si svolgeva la vita nella civiltà agricola preindustriale, quali erano i ritmi, i tempi giornalieri e le fonti indispensabili ad un’economia familiare, sostanzialmente autosufficiente.
Gran parte degli elementi che compongono l’interno del mulino sono il tavolo dove cade il macinato, il setaccio, posto sulle guide, la cassa in legno che racchiude la macina superiore, quindi la tramoggia, appesa sul davanti con un gancio al soffitto.
L’acqua della sorgente, dopo una piccola cascata di due metri e mezzo, piomba sulla pala della ruota esterna, la quale tramite un tronco di pino nero opportunamente modellato trasmette il movimento al meccanismo della ruota dentata all’interno.
La successiva trasmissione del moto rotatorio dall’albero motore alla macina avviene attraverso una ruota dentata più piccola in acciaio, collocata su un albero metallico a sezione rettangolare che in basso fa perno su una bronzina, mentre sull’estremità superiore è inserita la nottola che si incastra nella macina superiore girevole.
La distanza fra la mole superiore (mobile) e quella inferiore (fissa) è regolata da una manovella, così da ottenere una farina più o meno fine. Il macinato esce dalla mola e si raccoglie sul piano antistante, dove viene passato al setaccio.

Info e Orari: apertura su richiesta, per informazioni contattare tel.0433/41004.

Museo delle Arti Popolari (Tolmezzo)

Il Museo carnico delle Arti e Tradizioni Popolari è il risultato del paziente lavoro di ricerca del Sen. Prof. Michele Gortani (1883-1966) svolto sul territorio della Carnia a partire dal 1920. Attualmente la raccolta è allestita nelle sale del secentesco Palazzo Campeis nel centro storico di Tolmezzo.
Il materiale etnografico esposto, che riguarda tutti gli aspetti della vita, delle tradizioni e dell’arte della Carnia dal XIV al XIX secolo, è raccolto in trenta stanze ed è così ricco da rendere il Museo Carnico uno dei musei etnografici più importanti a livello europeo. Al suo interno alcune sale sono disposte seguendo la ricostruzione degli ambienti: si possono così ammirare la cucina col “fogolâr”, la camera con armadi e cassepanche intagliati, il tinello, le botteghe degli artigiani.
Vi sono poi specifiche sezioni dedicate ai lavori tradizionali, ai ferri battuti, ai pesi e misure, ai costumi popolari, alla tessitura, ai ricami ed ai pizzi. Di grande interesse per la storia del costume, la ricca collezione di ritratti che animano le pareti del Museo. Una sala infine, interamente dedicata alla religiosità popolare, documenta anche questo aspetto di fondamentale importanza nella vita quotidiana delle genti carniche.Fra le curiosità, una ricchissima collezione di maschere e una pregevole raccolta di strumenti musicali.

Info e Orari: da martedì alla domenica 9.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00 Chiuso il lunedì.
Biglietti

Ingresso intero euro 4,00, ridotto euro 3,00, scolaresche euro 1,00.

Art Park (Verzegnis)

A Villa di Verzegnis è sorto un parco d’arte contemporanea unico in Italia per la qualità delle opere artistiche come per l’armonica fusione tra l’ambiente costruito e la natura circostante.
E’ qui che opera Egidio Marzona, collezionista tedesco originario di Verzegnis, che da alcuni anni invita artisti di fama internazionale a soggiornare in Carnia e a realizzare sculture all’aperto di grande scala su terreni di sua proprietà. Nel prato posto al centro della frazione e in alcuni spazi limitrofi sono sorte negli ultimi anni opere di personalità come Mario Merz, Sol Lewitt, Bruce Nauman, Richard Long, Dan Graham, Lawrence Weiner, Giuseppe Penone e altri.
Questi artisti rappresentano tendenze come Arte Povera, Land Art e Minimalismo che rifiutano l’isolamento dell’arte nei musei e preferiscono invece lavorare in contesti pubblici, creando interventi pensati per luoghi specifici che dialogano con il paesaggio e con la natura. Le loro opere sono caratterizzate da un linguaggio geometrico elementare, dall’uso di materiali primari, spesso locali, e da una particolare attenzione al posizionamento nel sito, tutti aspetti che invitano a una visita che coinvolge non solo le sculture stesse ma anche lo spazio circostante.

Info e Orari: per informazioni contattare il comune di verzegnis tel.0433/2713 oppure CarniaMusei tel.0433/487779

Il Museo della Pieve (Ovaro)

Il Museo da Pleve è una piccola realtà museale creata per offrire una testimonianza di carattere archeologico, storico, artistico e religioso sulla Pieve di Gorto. E’ stato aperto nel 1973.
E’ situato in un vano attiguo alla chiesa di pieve, comunicante con essa, e si articola in un succinto itinerario attraverso le bacheche espositive e le varie testimonianze.
La collezione ospita alcune testimonianze emerse da scavi, in occasione del restauro post terremoto della chiesa, come le finissime ampolle-reliquiario medievali; i cucchiai di tipologia antica (tardo romana), forse usati per la celebrazione eucaristica; i lacerti lapidei di ambienti cultuali di epoca longobarda-franca, come pure delle tre chiese succursali ubicate nel Medioevo in adiacenza alla pieve e distrutte dal terremoto del 1700; le monete antiche ed altri interessanti reperti di epoca tardoantica-longobarda (croce, orecchini, fibule, perle di pasta vitrea ed ambra).
Si trovano nel Museo anche interessanti testimonianze artistiche barocche di scuola carnica di intaglio ligneo, come il tabernacolo secentesco in legno dorato ed un Cristo cinquecentesco, entrambi recentemente restaurati. Di buona scuola locale cinque-secentesca sono i due dipinti su seta, resti di uno stendardo della locale confraternita del SS. Sacramento che, istituita nella chiesa succursale dei SS. Michele ed Elena, possedeva sul colle di pieve pure una sede ricordata dai documenti archivistici.

Info e Orari: visite ogni domenica alle ore 10.00. Per info contattare la parrocchia di Luincis (Ovaro) tel.0433/60358.

Collezione etnografica Cemout Chi Erin (Forni Avoltri)

“Cemùot chi érin” significa “Come eravamo”, nella melodiosa variante del friulano di Forni Avoltri, che ha saputo conservarsi intatta per secoli, con i suoi vocaboli, spesso perduti in altre località, così come nella caratteristica terminazione delle parole in “o”.
Come la lingua conserva le tracce del suo passato, così la mostra etnografica testimonia il desiderio di tramandare alle generazioni future “come eravamo”, ricostruendo piccole tracce della storia e delle genti che hanno vissuto in questo remoto lembo della Carnia, maestosamente incorniciato dalle Alpi Carniche.
La stessa genesi dell’esposizione dimostra la volontà di creare una testimonianza della cultura popolare di Forni Avoltri. Essa è nata a seguito di un’iniziativa temporanea: nell’inverno del 1992, alcuni paesani avevano deciso di abbellire la borgata di Cjamp con un presepio tipicamente cjargnel, ossia carnico, all’aperto, utilizzando pupazzi di gommapiuma vestiti con gli abiti tipici locali, ricreando i personaggi caratteristici del luogo.
Terminato il periodo natalizio, ha prevalso tra i compaesani la volontà di dare un seguito a questa iniziativa. I pupazzi sono stati trasferiti presso l’ex sede municipale, in una delle case più antiche di Forni Avoltri. Attorno ad essi sono stati via via raccolti oggetti, arredi e attrezzi da lavoro, recuperati e donati dalle famiglie di Forni e delle sue frazioni, che raccontano con sensibilità e precisione la quotidianità, i riti e le tradizioni dei fornesi dal 1800 sin dopo le guerre mondiali.
L’allestimento è stato studiato raccogliendo gli oggetti per temi specifici: cucina, camera da letto, malga e fienagione, vari mestieri, corredo.

Info e Orari: per informazioni contattare la ProLoco tel.0433/72202 oppure il comune tel.0433/72051.
Periodo estivo: luglio e agosto: 17.00 – 19.00/ 20.00-22.00. Lun. e merc. 10.00-12.00/ 20.00-22.00. Per info rivolgersi alla Pro Loco tel. 0433/72202

Museo dell’orologeria pesarina (Pesariis)

Il Museo dell’orologeria pesarina raccoglie orologi da parete e da torre che testimoniano quasi trecento anni di storia di questa attività, che rappresentò per la vallata e per la Carnia un fenomeno socio – economico rilevante.
E’ documentato che nel corso del Seicento alcune famiglie di Pesariis si dedicavano alla produzione di orologi meccanici a pesi. Inizialmente da sala, con suoneria oraria, venivano installati sotto i portici delle case patronali e segnavano le ore scandendo così le varie fasi dell’attività agricole; la cassa era generalmente in legno o in ferro battuto e decorato.
L’attività si specializzò nel Settecento, con lo sviluppo dell’orologio pubblico (per campanili e torri), nella produzione del quale si distinse la ditta dei fratelli Solari. Dal 1725, data del documento che attesta la più antica installazione di un orologio nella città di Cherso, l’attività della Solari proseguì ininterrottamente per due secoli, assumendo carattere industriale dopo la Prima Guerra Mondiale e dedicandosi perlopiù alla produzione di orologi per le stazioni ferroviarie.

Info e Orari: apertura su richiesta, per informazioni contattare tel.0433/69214
Periodo estivo: dal 15 luglio al 14 settembre 10.00-12.30 / 16.00-18.00

Casa Bruseschi (Pesariis)

Situata nei pressi della Chiesa di Pesariis, Casa Bruseschi è stata, a partire dal XVII secolo, residenza della famiglia Bruseschi, una delle più antiche ed importanti del paese carnico (documenti ritrovati nell’archivio parrocchiale ci permettono di ricostruirne la storia fino almeno al XV secolo). Nel 1963, grazie al lascito dell’ultima proprietaria Dorina Bruseschi, questa testimonianza, straordinaria sia dal punto di vista architettonico che da quello etnografico, è divenuta di proprietà della parrocchia ed è stata aperta ai visitatori come “museo della casa carnica”.
L’edificio, del tipo a schiera su tre piani, e i suoi arredi – i libri ancora aperti sui tavoli, i manoscritti, gli utensili da cucina pronti per essere usati, i mobili finemente lavorati e i tessuti – evocano le vicende umane e le consuetudini della famiglia pesarina, permettendo al visitatore di comprendere come fosse organizzata la vita domestica in Carnia, in un contesto padronale ma pur sempre legato al mondo agricolo.
La struttura è attualmente chiusa per lavori di ristrutturazione.

Info e Orari: apertura su richiesta, per informazioni tel.0433/69214.

Centro Etnografico Sauris (Sauris di Sopra)

Il Centro Etnografico è sorto come “contenitore” di mostre, ricerche e approfondimenti volti a dare al visitatore una visione nitida della vita quotidiana delle genti che da sette secoli vivono la valle del Lumiei, attraverso oggetti, ricostruzioni, disegni, video e testimonianze di varia natura.
L’obiettivo è quello di fornire le chiavi di lettura e i riferimenti geografico-ambientali che permettono al visitatore di comprendere il rapporto tra attrezzo, territorio e comunità, così da cogliere anche ciò che sta “dietro” le tradizioni e i modi di vita della comunità saurana. Spesso, infatti, nel caso di Sauris, per risalire all’origine di un oggetto che era – ma talvolta è ancora – di uso quotidiano, il raffronto con le vicine vallate carniche non è sufficiente: occorre andare più lontano e ricercare nella tradizione agricola e culturale delle alpi austriache, in particolare della Carinzia. In questo processo anche la lingua saurana riveste un ruolo di primaria importanza: gli abitanti hanno conservato la struttura e i tratti principali dell’antica parlata tedesca, alla quale si sono affiancati l’italiano e il friulano, in un contesto plurilinguistico nel quale le varie parlate si sono influenzate e integrate reciprocamente.

Info e Orari: per info e visite contattare l’ufficio turismo FVg di Sauris tel.0433/86076
Periodo invernale: aperto sabato e domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00

Pinacoteca Davanzo (Ampezzo)

Nel vasto panorama storico-culturale del territorio carnico, figura di grande rilievo è quella del pittore Marco Davanzo. Vissuto a cavallo fra il XIX ed il XX secolo, ha tratto dal proprio territorio l’ispirazione principe della propria produzione artistica. È così che oggi il suo lascito testamentale, che comprende oltre 600 opere, rappresenta non solo il ricordo di un grande artista ma anche la testimonianza della vita, delle tradizioni e della cultura carnica.
Il percorso espositivo, costituito da una mostra permanente ed una temporanea, presenta l’evoluzione del linguaggio pittorico di Davanzo, attraverso numerosi dipinti e bozzetti. Al fine di ricostruire l’ambientazione tipica delle creazioni è stato, inoltre, allestito in un angolo della sala “l’atelier del Maestro” con gli strumenti propri del pittore. Il percorso espositivo è corredato da un adeguato apparato didascalico (introduzione e schede critiche).
La sezione permanente viene concepita come lo strumento più adeguato per presentare l’artista seguendo i momenti più significativi della sua vita, quelli che hanno influito nello stile ed hanno determinato la scelta delle tematiche da lui affrontate. In questa sezione vengono presentate le opere identificative dei vari nuclei tematici che mettono in luce la personalità dell’artista; si tratta, nella maggior parte dei casi, di opere segnalate dalla critica nel corso degli anni, attraverso riconoscimenti nel settore ed in occasione di esposizioni di particolare prestigio.
Allo scopo di meglio descrivere i diversi soggetti che costituiscono la vasta produzione artistica di Davanzo, la sezione temporanea viene allestita con rotazione delle esposizioni tematiche.
Attualmente la sezione temporanea presenta una raccota di opere dedicate ai paesaggi carnici e agli scorci “ampezzani” cari a Davanzo.

Info e Orari: orario Invernale: aperta sabato e domenica orario 9.00-12.00.
Per informazioni tel. 0433/80310

Museo Geologico della Carnia (Ampezzo)

La Carnia è una delle poche zone in Europa in cui il patrimonio geologico e paleontologico si sia conservato con completezza, registrando così le varie tappe dell’evoluzione avvenuta nelle Alpi Carniche per un arco di tempo di circa 400 milioni di anni.
La completezza della successione rocciosa ordoviciano-giurassica e la ricchezza di fossili che testimoniano fatti assai significativi nella storia della vita sulla terra, sono la ragione della nascita di questo Museo.
Allestito secondo criteri moderni e didattici, il Museo, ospitato nel Palazzo Angelo Unfer, raccoglie rocce e soprattutto fossili di notevole interesse scientifico, illustrati da una ricca serie di pannelli esplicativi che permettono al visitatore di ripercorrere la storia del territorio carnico da 450 fino a 40 milioni di anni fa: si passa dal mare del Siluriano alle scogliere del Devoniano, dalle foreste tropicali del Carbonifero ai mari del Triassico, sino a giungere all’Orogenesi alpina.
Il museo ospita anche sezioni dedicate a bambini e ragazzi: lo spazio rivolto ai più piccoli, con giochi scientifici sulla geologia e la paleontologia, che permette loro di avvicinarsi a queste materie in modo divertente; la sezione hands-on, dedicata alla sperimentazione da parte dei ragazzi; una biblioteca specializzata nei temi della geologia e museologia.
Info e Orari: orario Invernale: aperto sabato e domenica 9.00 – 12.00.
Per informazioni tel.0433/487779

Esposizione naturalistica “Preone-200 milioni di anni” (Preone)

L’esposizione “Preone – 200 milioni di anni” è una mostra permanente dedicata all’illustrazione del territorio, che nonostante la sua ridotta estensione mostra una notevole varietà di ambienti.
Ospitata nel seicentesco palazzo Lupieri in stile carnico a loggiati sovrapposti, la mostra è collegata al sentiero naturalistico “Stavolo Lunas” che si diparte dal paese e permette di integrare la visita con l’escursione sul territorio; il sentiero segnalato si percorre in un’ora circa, ed è dotato di tabelle che illustrano le caratteristiche naturalistiche dell’area.
L’itinerario espositivo del museo inizia con la descrizione del territorio, rappresentato in un plastico in scala, e delle caratteristiche geografiche e climatiche, importanti fattori condizionanti la flora e fauna locali. Un grande diorama ricostruisce l’ambiente della faggeta, popolata da alcuni mammiferi ed uccelli, ed introduce il tema dei rapporti ecologici tra animali ed ambiente. Viene inoltre illustrato come esempio il ciclo annuale dell’alimentazione della faina, mustelide onnivoro che vive sul territorio. Altre interessanti ricostruzioni ambientali presentano gli ecosistemi della faggeta, querceta e mugheta con i relativi tipici elementi della fauna.
Alcuni pannelli esplicativi descrivono la distribuzione verticale della vegetazione nelle serie altitudinali, evidenziando la connessione tra ambiente fisico e flora. Vengono quindi considerate le associazioni vegetali tipiche del piano basale, del piano montano, dell’orizzonte della boscaglia contorta e delle praterie d’altitudine.
Nella sala dedicata alla geologia si trova illustrata la storia geologica dell’area dal Triassico all’Orogenesi Alpina, e agli effetti delle glaciazioni quaternarie, e la successione rocciosa affiorante. Il territorio, che come litologia è in prevalenza costituito da calcari dolomitici e dolomie dalla cosiddetta “Dolomia di Forni”, da cui provengono fossili di notevole importanza, come i rettili volanti (Pterosauri) Preondactylus ed Eudimorphodon, più antichi ritrovati al mondo, o il rettile arboricolo Megalancosaurus. Notevoli sono anche le testimonianze di pesci, crostacei e vegetali. Molti dei rinvenimenti fossili della zona hanno fornito importanti informazioni alla paleontologia ed alcuni rappresentano specie nuove per la scienza.
L’esposizione naturalistica è completata ed integrata con un laboratorio didattico che permette alle scolaresche ed ai gruppi organizzati di approfondire alcune delle tematiche affrontate.

Info e Orari: orario estivo: aperta sabato 10.00-11.30 festivo 10.00-11.30 / 16.30-18.30. Per informazioni tel.0433/749027

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One Response to “Dalle Tradizioni Popolari alla Grande Guerra Attraverso i Musei della Carnia”

  1. integrazione orari di apertura Civico Museo Archeologico di Zuglio (Ud) says:

    Con la presente, si richiede gentilmente di apportare le seguenti integrazioni relative agli orari di apertura del Civico Museo Archeologico “Iulium Carnicum” di Zuglio (UD):
    dal I giugno al 30 settembre aperto il mercoledì e giovedì 9-12, venerdì, sabato e domenica 9-12/15-18.

    Cordiali saluti.
    La referente
    Anna Pia Zamolo
    Civico Museo Archeologico “Iulium Carnicum” Zuglio (UD)

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