Avete mai sentito parlare dei presidi Slow Food?
Tanto per iniziare sarebbe utile spiegare per coloro che ancora non lo sanno, crediamo orami pochi, cosa sia esattamente Slow Food.
Slow Food è una associazione internazionale con circa 86 mila iscritti in più di 130 paesi che è stata fondata in Italia nel 1986. Lo scopo dell’associazione è quello di adoperarsi per la valorizzazione e la tutela delle produzioni tradizionali, della gastronomia locale, delle specie animali e vegetali a rischio di estinzione. Questa valorizzazione avviene, oltre che attraverso un’intensa attività editoriale e di comunicazione, soprattutto attraverso la costituzione dei così detti presidi.
I presidi Slow Food potrebbero essere definiti come delle realtà sottoposte ad una “stretta osservazione” dall’associazione stessa, per la salvaguardia delle piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall’agricoltura industriale, dal degrado ambientale e dall’omologazione. Sono quindi certificazioni, assegnate dal comitato scientifico di Slow Food, che stabiliscono per ogni presidio un rigido disciplinare di produzione.
In pratica per ogni presidio, Slow Food si adopera per riunire nel territorio i pochi produttori rimasti, per aiutarli nell’innovazione senza snaturare la tipicità dei prodotti e per comunicare l’eccellenze delle loro produzioni.
In Sardegna ad oggi vi sono 4 presidi Slow Food, due dei quali nella regione del Montiferru, nell’area centro-occidentale dell’isola in provincia di Oristano. Questa è una regione di alta collina raccolta attorno ad un antico vulcano spento di 1200 mt. che si affaccia sul mare per oltre 30 Km.
I presidi Slow Food del Montiferru sono il formaggio “Casizolu” di Santu Lussurgiu e la razza bovina “sardo-modicana” detta anche “il bue rosso”, considerata tra le carni più saporite d’Italia.
Alcuni esempi della gastronomia locale da non perdere: bruschette di casizolu e funghi, carpaccio di razza sardo modicana con cicorietta e scaglie di casizolu, i ravioli di carne del “bue rosso” al ragù di verdure e i cestini di casizolu con fregola al sugo di capretto
Due rinomati ristoranti che attirano turisti da tutta Europa, proprio per l’accuratezza e la passione con cui vengono servite queste specialità, sono il ristorante dell’Albergo Diffuso Antica Dimora del Gruccione (aperto solo per gli ospiti dell’albergo) e il ristorante dell’Albergo Diffuso Sas Benas (aperto anche alla ristorazione esterna). Entrambi i ristoranti, situati nel centro storico di Santu Lussurgiu, offrono una cucina basata sui prodotti di eccellenza del territorio e sul rispetto delle stagioni.







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